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Parte II

FINANZA > PROFESSIONE TRADING


CERVELLO VS MACCHINA
In questo capitolo esamineremo lo stato dell’arte relativo al confronto tra computer e cervello umano. La nostra conclusione, come vedrai, è che l’intelligenza artificiale debba fare ancora molta strada prima di produrre un programma di trading comparabile con ciò che un essere umano è capace di fare.

SENSAZIONALE, SENSAZIONALE

Negli anni ho visto molti “sensazionali” nuovi modi di fare trading. Anni fa l’unico indicatore utilizzato era la semplice media mobile.
Successivamente sono comparsi l’indicatore Stocastico e altri simili.
Poi venne una pletora di indicatori tecnici. Più recentemente c’è stata una valanga di indicatori ancora più sofisticati. Purtroppo, nessuno di questi indicatori, dal primo all’ultimo, ha prodotto una pletora di trader di successo. In effetti, molti dei creatori dei diversi indicatori successivamente li hanno ripudiati.
La novità “sensazionale” nel trading in questo periodo è il riconoscimento di schemi mediante computer. Mentre ciò potrebbe rivelarsi uno strumento utile per alcuni trader (anche gli indicatori funzionano per qualcuno), la maggior parte di coloro che useranno queste tecniche non avrà successo. Il motivo è che essi
dimenticheranno di considerare molti degli elementi che presenterò in questo capitolo.

SCHEMI
Il cervello umano è meraviglioso. E’ stato creato da una forza molto oltre la comprensione umana. Infatti, il cervello umano dovrebbe essere considerato una prova della esistenza di Dio e del fatto che tutto è stato creato da Lui. I concetti più sofisticati di cui l’uomo è capace non sono comparabili con la complessità del cervello umano, e coltivare l’idea che sia nato attraverso una serie di casualità cosmiche va oltre i confini del credibile.
Il cervello sembra essere la sede del pensiero. Non sono sicuro che sia così. Il pensiero potrebbe essere un fatto spirituale, nel qual caso non potrebbe essere contenuto nel cervello. Lo spirito non è fisico e pertanto non è soggetto alle leggi del tempo e dello spazio. Ma in mancanza di una parola migliore, utilizzerò il termine cervello umano.
Il cervello umano è capace di accumulare un ampio insieme di dettagli e di selezionare questi particolari in modi sottili che non possono essere compresi. E’ capace di organizzare questa massa di piccolezze in una forma che indichiamo come “intuizione” o “impressione”.
Applicato all’arte del trading, alcuni trader chiamano questo fenomeno “trading basato sulle sensazioni di pelle”. Una sensazione di pelle ti può dire che dovresti entrare al rialzo o al ribasso. Hai l’intuizione che i prezzi di una commodity stiano per crollare. Non c’è una prova concreta. Non riesci veramente a dire perché o come lo sai. Semplicemente lo sai. Imparare a fare trading in modo intuitivo è una forma d’arte unica.
I ricercatori hanno scoperto che l’intuizione è un prodotto del lato destro del cervello. Ciò non significa che essa abbia origine lì, significa solo che il fenomeno noto come intuizione entra nei nostri pensieri in quel modo.
Per la verità, l’intuizione è essenzialmente riconoscimento di schemi.
In qualche modo sottile e inspiegabile, il cervello riconosce di avere già incontrato un determinato fenomeno, o che ciò che gli occhi stanno vedendo ha avuto un determinato significato in passato e quindi questa situazione potrebbe essere simile alla precedente. Il cervello potrebbe anche essere consapevole del probabile risultato a cui la situazione presente porterà.
Il riconoscimento di schemi da parte del computer funziona nello stesso modo. Il programma del computer riconosce che una configurazione grafica è simile a un’altra che ha incontrato in precedenza. E’ anche capace di memorizzare il probabile risultato dello schema.
Quindi quali differenze ci sono tra ciò che il cervello e il computer possono fare riguardo al riconoscimento di schemi? La differenza è enorme, e quando la comprenderai pienamente potrai vedere l’evidente debolezza del computer rispetto al pensiero umano.
Il cervello umano riconosce gli schemi inserendoli nel contesto. Esso è in grado di confrontare uno schema che ha luogo in un determinato ambito con uno schema simile che si verifica in un contesto diverso. Il cervello umano è capace di formulare un giudizio, mentre il computer non può.
Il cervello umano riconosce e considera le relazioni tra prezzi di apertura, massimo, minimo e chiusura. Se fossero mostrati i volumi, nel grafico, sarebbe capace di considerare anche quelli.
Il cervello umano può prendere in considerazione anche alcuni degli elementi seguenti:
• La natura del mercato in cui lo schema ha avuto luogo in precedenza. Il cervello è capace di riconoscere che lo schema sta accadendo in un certo mercato invece che in un altro. Perciò è capace di dare una valutazione di validità di ciò che sta vedendo. Il computer non può farlo. Conosce solo lo specifico schema. Non vede la configurazione come parte di un mercato rispetto a un altro.
• Il cervello umano può prendere in considerazione il fatto che lo schema si sta formando nel giorno di un importante report governativo, o il giorno prima di una festa, o di un giorno con un evento importante. Il computer ignora questi fatti, ma anche se li conoscesse servirebbe un enorme lavoro di programmazione per insegnare al computer che cosa fare in ogni situazione concepibile.
• Il cervello umano vede uno schema in relazione alla liquidità. Può comprendere che il mercato per una ragione o un’altra non è liquido e perciò la configurazione grafica non significa ciò che sembra mostrare.
• Il cervello umano vede uno schema nel contesto della volatilità del mercato. Può riconoscere se uno schema sta accadendo in un trend o in una congestione. Può riconoscere la dimensione relativa delle barre di prezzo che formano lo schema. Non solo può comprendere le relazioni tra aperture e chiusure, e massimi e minimi, ma può rilevare anche se i prezzi stanno chiudendo nella metà inferiore o superiore delle barre. Il computer non ha queste capacità di ragionamento.
• Il cervello comprende le condizioni connesse a una particolare formazione grafica. Senza che tu te ne renda conto, potrebbe essere consapevole che questo schema si sta verificando in condizioni di tick relativamente ampi. Il computer è completamente inconsapevole di tali informazioni.
• Il cervello è capace di compiere confronti. Può constatare se ha visto un determinato schema in un mercato veloce, un mercato “normale” o un mercato lento. Il computer non prende in considerazione questi aspetti.
• Il cervello umano è capace di assegnare un valore alla composizione del mercato, per quanto riguarda i partecipanti, osservando la domanda e l’offerta su uno schermo, ove possibile, o attraverso l’esame di report quali la posizione dei maggiori operatori, relazioni sul market sentiment, ecc.
• Attraverso gli occhi, il cervello è capace di vedere, nel contesto, un intero mercato costituito da centinaia di barre di prezzo. I programmi per il riconoscimento computerizzato degli schemi hanno una visione limitata a un numero ridotto di barre.
In altre parole, il cervello può correlare migliaia di informazioni apparentemente non collegate e presentarle al trader come probabilità di successo. Il computer non è capace di farlo.
Sembra che troppi trader siano disposti a fare quasi qualsiasi cosa pur di evitare di utilizzare il meraviglioso dispositivo collocato tra i loro orecchi. Invece, essi scelgono di utilizzare indicatori, fasi lunari, posizioni astrologiche, ogni sorta di teorie e ora anche il riconoscimento di schemi basato sul computer. Il problema è che essi scelgono di usare questi per primi. Invece di utilizzare il cervello, e poi proseguire per vedere come questi cervelli sintetici possono migliorare la loro percezione, essi scelgono di utilizzare per prima cosa questi sostituti artificiali. Hanno messo il carro davanti ai buoi.
Poi scoprono di essere completamente confusi, con il cervello disorientato. C’è da stupirsi del fatto che così tanti trader non raggiungano i loro obiettivi?

ESPERIENZA
In questo corso di trading, abbiamo cercato di evidenziare che c’è una grande differenza tra essere un investitore ed essere un trader.
Ci sono anche elementi simili. Da un certo punto di vista, un trader è una persona che investe nella propria capacità di trading. Pertanto, in questo senso, il trading è un investimento. Il trading e l’investimento sono interrelati. Te ne rendi conto attraverso l’esperienza.
Per la maggior parte, l’approccio di trading deriva da un atteggiamento mentale con un orizzonte temporale molto più breve rispetto a quello dell’investitore. Può anche essere basato più su informazioni tecniche che su informazioni fondamentali. Qui troviamo un altro dilemma. Esattamente quali sono le informazioni tecniche? Che cosa sono le informazioni fondamentali? Dove si sovrappongono, se lo fanno? Sono correlate? Certamente lo sono.
Ma, di nuovo, è attraverso l’esperienza che impari e sviluppi la comprensione di questi concetti.

TECNICO VS FONDAMENTALE??
Come trader, e anche come scrittori e formatori di trading, noi sentiamo affermazioni bizzarre. Alcune delle cose più strane le sentiamo quando le persone cercano di separare il trading tra tecnico e fondamentale. Perché tutto deve essere chiuso in una scatola?
Qualcuno potrebbe per favore spiegare come separare i due ambiti?
E’ possibile separarli, o c’è un terreno comune che non può essere classificato come solo tecnico o solo fondamentale?
Per esempio, come classifichi il trading basato su voci e dicerie? Sicuramente non potresti considerare le voci come informazioni fondamentali, no? Un nostro amico ci racconta di quando ha sentito in gennaio un commentatore televisivo spiegare che il prezzo del caffè era salito a causa del gelo in Brasile. L’errore era che in gennaio quel paese è in piena estate. Questa notizia meritava il nome di fondamentale?
E i trade basati sulle stagionalità? Sono tecnici o fondamentali? Certamente non sono basati su fatti indiscutibili. Chi può sapere se la prossima stagione sarà come l’anno passato? Chi può sapere se il tempo in estate sarà come nell’estate scorsa?
Si sente dire “entra sui pettegolezzi, esci sulle notizie”. Questo è tecnico o fondamentale? O è semplicemente vecchio buon senso? Questo capitolo riguarda l’esperienza, ma c’è un trucco: devi sopravvivere come trader abbastanza a lungo da accumulare esperienza. L’esperienza ti mostrerà che il trading non può essere chiuso in una scatola. L’esperienza ti porterà a renderti conto che alcuni dei trade migliori derivano da conoscenze, sensazioni di pelle e buon senso. L’esperienza ti dimostrerà che molti grandi trade derivano dalla capacità di porre attenzione e imparare a cogliere le opportunità. L’esperienza ti porterà al punto in cui, per avere successo nella tua professione di trader, prenderai una piccola quantità di ciò che altri possono chiamare “fondamentali”, insieme a un pizzico di ciò che alcuni chiamano “analisi tecnica”, e li combinerai con una cucchiaiata di conoscenze accumulate.

FONDAMENTALI
Secondo noi i fondamentali riguardano i fatti e le informazioni relativi al “sottostante” su cui si vuole fare trading. Dato che le statistiche non sempre sono attendibili, volutamente o no, coloro che possono permetterselo e ne hanno bisogno, spendono somme enormi per fare direttamente le proprie ricerche, al fine di costruire un proprio patrimonio di conoscenze fondamentali. Ciò include raccogliere informazioni su ogni cosa che potrebbe avere impatto sul sottostante.
Essi ricercano negli ambiti di produzione, marketing, condizioni dei raccolti, condizioni finanziarie, ecc.; tutto ciò che essi possono trovare riguardante il sottostante. Essi possono perfino recarsi direttamente presso aziende agricole e industriali, miniere o istituzioni finanziarie per discutere sul sottostante. Essi possono poi combinare queste conoscenze con la parte che ritengono credibile di quanto è stato comunicato dalle agenzie di informazioni.
Non è possibile competere con questi giganti per quanto riguarda alla quantità di conoscenze fondamentali che essi si possono permettere e sono in grado di raccogliere.

ANALISI TECNICA

L’analisi tecnica nella sua forma più pura suppone che tutto ciò che è noto relativamente al mercato, e può avere impatto sul mercato, possa essere visto su un grafico di prezzo. Noi crediamo che ciò sia vero. Ma, a questo punto, la realtà si separa dal tipo di analisi tecnica che spesso si vede. Ciò che intendiamo è: che cosa mostrano gli indicatori tecnici che tu non possa vedere normalmente con i tuoi occhi, attraverso l’osservazione e l’analisi di un grafico? Certamente ci sono ben poche cose. Non abbiamo mai negato che un indicatore come le Bande di Bollinger possa mostrare la posizione delle deviazioni standard. Non possiamo visivamente sapere dove si colloca la deviazione standard senza le bande. Ma la maggior parte degli indicatori tecnici cancella proprio gli aspetti più importanti che noi vogliamo vedere. Essi distolgono l’attenzione da ciò che sta veramente accadendo ai prezzi.
“Lisciando” il movimento dei prezzi, il loro scopo è di rimuovere gli elementi di disturbo dal grafico. Ma sono proprio questi dettagli che noi, come trader e soprattutto come day trader, vogliamo vedere.
Questi elementi ci fanno capire che cosa in realtà sta accadendo nel mercato.

ELEMENTI DI REALTÀ
I fondamentali, nel senso più puro, vanno oltre ciò che un trader individuale può affrontare. La maggior parte dei trader individuali semplicemente non ha il tempo di condurre le ricerche necessarie.
Ma ciò non significa che essi non possano usare queste informazioni, quando le ottengono. L’analisi tecnica nel senso più puro è ottima, ma il modo in cui è stata inquinata con indicatori praticamente inutili non ha senso. La massima sciocchezza riguardo agli indicatori tecnici è di farli diventare trading system automatizzati. Utilizzare sistemi automatizzati è il colmo della mente indisciplinata. E’ come ammettere che, dato che non hai la disciplina per esercitare l’autocontrollo, tu ti sottoporrai alla dura disciplina a cui ti costringe una macchina. Mentre cerchi di fuggire dal trading basato sull’autodisciplina, i sistemi meccanici ti obbligano a una disciplina orribile, nel senso che devi stare fermo e stringere i denti per il dolore causato dall’aspetto meccanico del sistema. Il trading meccanico non è senza disciplina, piuttosto pone la disciplina nella parte sbagliata del trade. Invece di porre l’enfasi sulla pianificazione, organizzazione, direzione e controllo del trade, fa entrare il trader in una operazione attraverso un segnale meccanico e poi lo obbliga a soffrire durante il trade per essere disciplinato – cioè spesso seguire ciecamente una regola che egli non capisce, basata su un sistema che non capisce e che potrebbe essere stato costruito senza alcun contatto con la realtà.
Gli elementi di realtà del mercato sono molti. I mercati subiscono l’influsso di molti fattori che non sono misurabili dall’analisi fondamentale o tecnica. Oltre a stagionalità, notizie, voci, clima e analisi basate sul buon senso, si devono prendere in considerazione le condizioni del mercato al momento di entrare in un trade. Il mercato è veloce? Il mercato è poco liquido? La dimensione dei tick è anomala? I grandi operatori stanno muovendo il mercato? E’ una giornata di scadenza di opzioni? E’ il giorno prima di una festa? Si
attende un discorso da parte di una persona che può influenzare il mercato? Il mercato si trova in uno stato di isteria, o di euforia? Hai intenzione di acquistare o di vendere? E’ la somma, l’organizzazione e la percezione di questi e altri criteri che costituisce la realtà del trading.

TRADING BASATO SULLA REALTÀ

Noi siamo convinti che il migliore modo per fare trading dovrebbe essere denominato “Trading Basato Sulla Realtà” (“Reality Trading™”). In effetti, ne siamo così convinti che abbiamo registrato il marchio per un utilizzo futuro. Il Reality Trading vede il mercato come un’entità unica, una realtà vivente, pulsante, che comprende i fondamentali, gli elementi tecnici e altri aspetti quali notizie, voci, tendenze stagionali, osservazioni basate sul buon senso e condizioni di mercato.

DAYTRADE VS POSITION TRADE
La discussione continua da anni: è migliore il daytrading o il position trading?
Abbiamo sentito molti daytrader dire che preferiscono il daytrading perché in questo modo lasciano meno denaro sul tavolo. Essi compiangono la condizione del povero position trader, che è incapace di uscire da un cattivo trade velocemente come loro. Essi sono convinti di poter estrarre i profitti rapidamente, quando sono
disponibili. Essi apprezzano l’eccitazione del combattimento giornaliero nel mercato. I daytrader ritengono anche di avere più opportunità rispetto ai position trader. Infine, punto importante, i daytrader provano un grande benessere nel non avere posizioni aperte a fine giornata, e possono dormire senza la paura che al
risveglio vi possa essere un inatteso, orribile gap che cancellerà tutti i profitti o provocherà una perdita enorme.
Naturalmente, i position trader hanno una visione esattamente opposta. Essi ritengono che sia il daytrader a lasciare più denaro sul tavolo. Essi pensano che il daytrading eroda il capitale con eccessivi costi di transazione. Hanno pietà del daytrader che in un mercato in trend deve combattere, con il suo approccio, molte volte in un giorno, spesso senza compensi per la sua fatica, mentre loro, i position trader, prendono i benefici del trend di medio termine. I position trader non hanno il peso di dover stare seduti davanti a uno schermo tutto il giorno. Essi invece sono liberi di godere altri aspetti della vita, evitando il trading frenetico spesso richiesto ai daytrader. I position trader sostengono che, con tante possibilità tra cui scegliere, non
mancano le opportunità per entrare in trade ben meditati e ben pianificati. Infine, i position trader provano un grande benessere nel sapere che, quando un mercato davvero inizia un trend e produce enormi guadagni rispetto ai rischi, essi sono nel mercato e non perdono il movimento.
Chi ha ragione? Entrambi hanno ragione, o hanno torto. Dipende dal tuo punto di vista e da come tu ti senti più a tuo agio.
La scelta dell’intervallo temporale in cui fare trading dipende dal livello di comfort: economico, emozionale o psicologico, forse tutti e tre. Dipende anche dalla capacità finanziaria e dalla competenza nel trading.
Il trader che ha maggiori conoscenze guadagna di più. Il trader che conosce sé, sa come leggere un grafico, e ha conoscenze sui meccanismi di funzionamento dei mercati guadagna di più, ma solo se la sua conoscenza è accompagnata da azione disciplinata, decisione disciplinata e sufficiente capitale per sostenere
agevolmente il suo stile di trading e l’intervallo temporale in cui cerca di operare.
A volte una combinazione di daytrading e position trading è corretta.
Combinare i due può essere una buona strategia per il position trader che cerca di ottimizzare le sue entrate e le sue uscite dal mercato facendo daytrading su un grafico intraday nei momenti specifici di entrata e di uscita.
Combinare i due approcci può essere una buona strategia per il daytrader che decide di tenere aperta “overnight” una posizione vincente, quando uno stop può essere collocato in modo da proteggere i profitti.
Ogni trader dovrà rinunciare a qualcosa, se vuole ottenere un vantaggio dell’altro tipo di trading. Per esempio, il daytrader dovrà rinunciare a chiudere la posizione a fine giornata allo scopo di godere dei benefici di un trend di più lungo termine.
Il position trader, posto che abbia il tempo e la capacità di monitorare il mercato durante il giorno, dovrà sopportare di essere legato al monitor per tutto il tempo che è necessario, al fine di fare daytrading sulle proprie entrate e uscite per ottimizzarle. Se non ha la possibilità di guardare durante il giorno, sarà difficile ottimizzare entrate e uscite.




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